UNA TIGRE MOLTO SPECIALE

I FRANTUMI DEL SOGNO SVEDESE

una tigre molto speciale

Una tigre molto speciale è il romanzo autobiografico di Jonas, di papà tunisino e madre svedese. Un ragazzino, sognatore a cui piace stare con la sua famiglia il cui padre crea un lessico famigliare con vocaboli arabi, francesi e svedesi. La Svezia anni addietro nell’immaginario mondiale era considerata come la terra del welfare di ferro e la democrazia perfetta; difatti, era tra le mete più ambite dai rifugiati delle guerre di tardo novecento.

Jonas osserva i due mondi parentali, dapprima con leggerezza. Poi, inizia ad accorgersi della durezza di certi sguardi e parole rivolti loro.  Coloro che mettono in atto certe azioni non comprendono certo lo spontaneo amore per un paese che si è scelto di eleggere come casa. Ed è, a volte, a causa di certi individui che le ambizioni di molti immigrati delle zone esotiche vengono frustrate. 

Amante della musica hip-hop e con degli amici speciali, quando il calore del focolare si spegnerà Jonas cercherà di lottare con tutte le forze di cui dispone.

 

firma
Firma autografa dell’autore al Festival “Incroci di civiltà” 2017, Venezia.

L’economia è vitale per ottenere il rispetto degli svedesi e lasciare la casella dell’immigrato.

<<È stato molto complicato ottenere la fiducia in questo paese per uno nato all’estero>>. <<Così come localizzare un locale che non fosse stato appena dato in affitto nello stesso istante in cui sentivano il mio accento straniero. Ma ora tutto è passato>>.

Titolo originale_  MONTECORE. EN UNIK TIGER

Autore_  JONAS HASSEN KHEMIRI

Pubblicazione in Italia_  2006

 

LORNA SIMPSON

 

Nata a Brooklyn nel 1960, ha ricevuto un BFA in fotografia alla School of Visual Arts di New York ed un MFA all’università della California a San Diego nel 1985. In quell’anno era già considerata una pioniera nella fotografia concettuale, grazie alla sua ridefinizione di quest’arte che l’ha portata a produrre lavori considerati tra i più innovativi di quell’epoca.

Divenne nota a metà anni ’80 per le sue foto su larga scale corredate di testi che confrontavano e sfidavano la stretta veduta convenzionale di sesso, identità, cultura nelle relazioni dell’America contemporanea.

bty

In seguito riverserà la sua abilità in video e film, in cui molto spesso una pluralità di individui si trovavano in enigmatiche conversazioni. Fu la prima artista afroamericana ad esporre alla Biennale di Venezia nel 1990 e sempre in quell’anno ha avuto le sue solo exhibitions nei maggiori musei, utilizzando vari media e tecniche, inclusa la serigrafia su grandi pannelli ed installazioni.