L’IBISCO VIOLA

        CHIMAMANDA NGOZI ADICHIE

Titolo originale:                                                                                                PURPLE HIBISCUS

Pubblicazione in Italia:                                                                                                              2016

 

Versione 2

Nigeria.

Dischiudere il mondo interiore di Kambili, non è semplice.
Lei, che dalla sua prospettiva di adolescente timida e pensosa, è convinta che le relazioni siano fatte di silenzi e pulsioni soffocate come avviene nella sua famiglia, non comprende da principio ciò che avviene tra le sue mura domestiche.

Il vetro invisibile dietro il quale è posta dal suo status di privilegiata, e attraverso cui le persone la guardano, inizierà ad incrinarsi inaspettatamente il giorno in cui suo fratello Jaja, aprirà la strada alla ribellione, lasciando entrare finalmente rivoli di vivida e schietta vita.

Questo è il testo d’esordio della arcinota scrittrice nigeriana che ,in quanto a fama, sta ottenendo successi e riconoscimenti a livello planetario.


A casa tutto cominciò a crollare quando mio fratello Jaja non andò a fare la comunione e papà scagliò il suo pesante messale attraverso la stanza e ruppe le statuine della vetrina.

 

IN CERCA DI TRANSWONDERLAND

      NOO SARO-WIWA

Titolo originale :                                                      LOOKING FOR TRANSWONDERLAND

Pubblicazione:                                                                                                                        2015

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Il cognome dell’autrice forse a qualcuno risuonerà nei corridoi impolverati della memoria, difatti Noo Saro Wiwa è la figlia del noto attivista nigeriano Ken Saro-Wiwa, ucciso nel 1995 dagli scagnozzi dei signori del petrolio.

Di etnia ogoni, proveniente dal sud della Nigeria, Noo (pronunciato Gnoo), cresce in Inghilterra, dove il padre ancora in vita fiutando le nubi della minaccia, aveva trasferito la famiglia. Ella anni dopo fa ritorno alla sua  terra natale, dalla quale è stata lontana per tredici anni e documenta la sua rentrée con uno schema a tappe. Un metodo narrativo che le si confà, siccome è spesso in giro per il mondo per redigere guide turistiche.

Inizia il viaggio partendo dalla ex capitale, Lagos, per riscoprire il suo paese, e ciò che più la colpisce è l’evidente decadenza urbanistica risultante dalla famigerata corruzione del governo e la sordità che quest’ultimo dimostra nel non voler intraprendere una diversificazione economica che non coinvolga l’estrazione del greggio. Molti osservatori da molto tempo sostengono che la varietà delle risorse naturali presenti, basterebbero da sole a rendere autarchicamente  sussistente il paese. Anche l’offerta culturale potrebbe contribuire a pesare sul PIL.

Il viaggio di Noo con le situazioni tragicomiche, ma ricche di stupore, contribuiranno a riappacificare la figlia prodiga alla terra natia.


 

<<Sono nigeriana>> ho risposto, delusa perché aveva capito che ero figlia della diaspora. <<Cosa le fa pensare che non lo sia?>>. <<Non hai l’aspetto di una nigeriana…ti vesti come le ragazze dell’Ymca >> ha detto. <<E vedo che fissi fuori dal finestrino…ti guardi attorno incuriosita. Non puoi essere di Lagos>>.

 

JAZZ

TITOLO ORIGINALE_                                                                                      JAZZ    
AUTRICE_                                                                                                TONI MORRISON
DATA PUBBLICAZIONE IN ITALIA_                                                   1998   

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Forse è scontato definire Jazz un libro in possesso di un ritmo.

Ambientato negli anni venti statunitensi nel periodo di gran fervore musicale e laceranti divisioni razziali, l’opera è una girandola vorticante in cui l’inizio è un cool jazz lento con un crescendo a spirale.  La descrizione di New York è pura frenesia. La curva discendente nel bebop che segue, vuol fare dimenticare ai protagonisti, la loro alienazione dovuta in parte ai continui cambiamenti che rendono le loro azioni fragili. L’estenuante fatica delle loro storie d’amore, assomiglia all’acid jazz scaltro, che rappresenta esattamente l’inafferrabilità di un rapporto.

Una ragazza vuole vivere la sua vita ed incontra un uomo il cui obiettivo, è rinascere da una moglie trincerata nel mutismo. Il finale è molto rock’n’roll siccome ricorda che le persone appartengono solo a loro stesse, perciò cercare di imbrigliarle porta all’effetto opposto.

La Città è in gamba in questo: piena di odori, brava e oscena; invia messaggi segreti mascherati da insegne.

TRA ME E IL MONDO

Alla tua età le persone che conoscevo erano tutte di colore e tutte avevano genuinamente, candidamente ed enormemente paura. Ho visto il terrore per tutta la mia giovane vita, anche se non sempre l’ho riconosciuto.

TA-NEHISI COATES

 

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Con compostezza ed aneddoti in ordine sparso, Coates ci racconta com’è crescere neri negli Stati Uniti, difatti  “Tra me e il mondo” è un testo di preoccupazioni paterne, che l’autore indirizza alla sua preziosa progenie.

Sebbene cresciuto in una famiglia della media working class che annovera il nonno ed il padre impiegati nella biblioteca universitaria, Ta-Nehisi Coates, emozionalmente parlando, ha avuto un’infanzia ed adolescenza simili a coloro che crescevano tra varie miserie nelle periferie turbolente. Coates, assieme agli altri ragazzi, considerava la strada suo territorio, dove sul marciapiede pulsava la vita tra socializzazione, scazzottate e l’inevitabile spaccio.

Coates sottolinea come per i ragazzi afroamericani, incomba spesso il pericolo del travalicamento del proprio spazio personale. Difatti in qualsiasi momento il corpo può venir loro sottratto per futili questioni. Soprattutto dalla polizia. Dalle cronache apprendiamo che negli USA si può morire per un semplice controllo d’auto, uno scambio di persona o la sosta nel giardino dei parenti. Coloro che sono deputati al mantenimento dell’ordine ed al rispetto delle leggi, sono spesso carnefici responsabili di reati che spesso non scontano,anzi perpretano, il diritto alla violenza sui fisici degli afroamericani.

Un libro necessario per tramutare in parole ciò che molti passano ma che sono incapaci di verbalizzare.

…questo è il tuo mondo, e questo è il tuo corpo, e devi trovare il modo di convivere con tutto ciò. Ora ti dico che il problema di come si debba vivere dentro un corpo nero, all’interno di una nazione perduta nel Sogno è il dilemma della mia vita.

Titolo originale:                                                                       BETWEEN THE WORLD AND ME

Pubblicazione in Italia:                                                                                                                2016

 

With great composure and with a series of anecdotes, Coates will share his experience of growing up as a black man in America.

Between the world and me is addressed to his son, in which a concerned father is worried about his precious offspring.
Although he grew up in a working-class family, Ta-Nehisi Coates, whose grandad and dad had worked in the University library, has the same difficulties of those who grew up in troubled hoods.

Coates and other children considered the streets their own private territory, spending time between socialization, brawls and inevitably peddling.
For black kids, the trespassing of their personal space is always impending. Their own body could be stolen for futile reasons, especially from the police. In the USA you could be shot because you get stopped by the police, for a mistaken identity or for being in your relatives’ garden. Law enforcement is the first who commit crimes claiming rights over Afro-Americans bodies.

Don’t accuse this book of self-pity or exaggerating, because the daily news speaks for themselves.

“So you must wake up every morning knowing that no promise is unbreakable, least of all the promise of waking up at all. This is not despair. These are the preferences of the universe itself: verbs over nouns, actions over states, struggle over hope.”

“The point of this language of “intention” and “personal responsibility” is broad exoneration. Mistakes were made. Bodies were broken. People were enslaved. We meant well. We tried our best. “Good intention” is a hall pass through history, a sleeping pill that ensures the Dream.”

“To yell “black-on-black crime” is to shoot a man and then shame him for bleeding.”

SWING TIME

Perché il compito degli uomini, disse la voce, è impedire che le donne riconoscano la proprio indistruttibilità, il più a lungo possibile.

                                                                                                                   ZADIE SMITH                                  

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Il percorso dall’infanzia all’età adulta di una ragazza nata da due genitori di ambizioni ed etnie differenti, che si trova a crescere in un quartiere malfamato nella Londra degli anni ottanta.

Un giorno del 1982 la protagonista incontra Tracey, una bambina simile a lei di aspetto, dotata di un temperamento per niente accomodante, che diverrà la sua bussola nei suoi anni pre-adolescenziali. Le due, saranno accomunate dalla danza e dallo stazionamento davanti al televisore per le scorpacciate di video musicali. Durante la crescita le loro strade si divideranno, e gli obiettivi che raggiungeranno saranno diametralmente differenti; una sarà proiettata verso il lavoro e l’altra verso la creazione di una famiglia. Un libro che riguarda la dualità, in primis, quella dell’ambiente famigliare, successivamente quella amicale e  dello sviluppo. Riguarda anche la scelta di chi, decide di non soccombere al proprio ambiente di provenienza.

Stava ridendo di mia madre: era liberatorio. Non avevo mai immaginato che si potesse prendere in giro mia madre, eppure lei trovava ridicolo ogni suo atteggiamento.

  TITOLO ORIGINALE_                                                                                                 SWING TIME                              

 PUBBLICAZIONE IN ITALIA:                                                                                                     2017          

                                   

The book talks about the path from childhood to adulthood of a biracial girl who grew up in a difficult neighborhood in London in the ‘80s.
One day in 1982, the protagonist meets Tracey, a girl that looks a lot like her, with a bad temper, that will turn out to become a steady compass during her teenage years. The two girls share a common interest in dancing and watching music videos on the television. Their paths will diverge; while one of the girls will become the assistant of a world-renowned artist, the other one will be overpowered by her own environment.

We were the first generation to have, in our own homes, the means to re – and forward – wind reality: even very small children could press their fingers against those clicky buttons and see what -has-been become what – is or what-will-be.

IO, VENDITORE DI ELEFANTI

                                                                                         PAP KHOUMA

PUBBLICAZIONE IN ITALIA_                                                                                                    2000

  

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Io, venditore di elefanti” è un condensato di eventi autobiografici, raccontati in prima persona dallo scrittore italiano di origini senegalesi, Pap Khouma.

Khouma possiede una personalità serafica che influenza fortemente la sua scrittura. I fatti del suo libro risalgono al 1979, anno in cui l’autore decise di intraprendere la sua carriera di venditore ambulante, prima ad Abidjan in Costa d’Avorio ed in seguito sulle spiagge di Riccione. Ed è proprio sui bagnasciuga riccionesi che si inanellano le avventure, che saranno inframezzate da viaggi, fughe, ed in ultima battuta, impegno sociale.

Cupi smottamenti emotivi non mancheranno, ma sovente saranno rinfrancati dalla sua forza d’animo e dalla rete di amicizie ivoriane ed italiane, che daranno un lieto fine alla sua storia. L’autore oggi è direttore di “El Ghibli“, una rivista  di cultura ed immigrazione.

 

“Ormai l’ho capito: l’estate finirà e la gente se ne andrà. Non ci sarà più chi acquisterà le mie chincaglierie. Mi metto a lavorare molto più di prima e a risparmiare. Anch’io ogni sera conto il mucchietto che mi sembra misero misero e non consente progetti.”

 

Published in Italy_                                                                                                                        2000

“ I was an Elephant Salesman” is an autobiographic book, written by Pap Khoume, an italian Ivory coast-born author.
Khouma has a seraphic personality and his books are highly affected by it. All the events began in 1979, when Khouma had decided to start his own peddler career in Abidjan. After failing there , he decided to move to Italy, selling various items in Riccione, on the Adriatic coast. Right here on the sunny Italian beaches he will start his adventures, eluding the police and, lastly, social commitment.

Although various ups and downs, he consistantly had some ivorian and italian friends on his side to cheer him up.
Today Khouma is director-in-chiefs of “ El Ghibli”, a cultural and immigration related magazine.

One day I finally got it: summer is going to end and people will go away. There won’t be anybody who purchase my stuff. I’ve been working harder than before now and I’ve saved

up. Every night I count my money that looks so miserable and is not enough for some projects.

“We are illegal, we can’t do anything. We left whatever freedom we had at home. Might as well face it or you’ll just end up back in Senegal”.