AYA DE YOPOUGON

LE RAGAZZE VOGLIONO SOLO DIVERTIRSI

bty
Aya de Yopougon.

So che questo blog è nato con l’intenzione di recensire testi tradotti in italiano.

Le intenzioni, però, possono sempre cambiare nel tempo, e inizierò presentando “Aya de Yopougon”, una graphic novel non (ancora) tradotta in Italia, presente in lingua francese, spagnola ed inglese.

Aya è una ragazza ivoriana giudiziosa. Ella preferisce una vita tranquilla rispetto alle sue amiche adolescenti che hanno una gran voglia di divertirsi nei locali notturni ed incontrare ragazzi. L’ironia è alla base per raccontare la socialità e le interazioni di classe, presenti in tutte le società.

I testi della Abouet, autrice della Costa d’Avorio e le strisce realizzate da C. Oubrerie. Il film d’animazione diretto dagli stessi esecutori del fumetto, è stato rilasciato il 17 luglio 2013 in Francia, nominato per il miglior film d’animazione al 39° César Awards; i doppiatori sono tutti afrodiscendenti.

 

 

 

Autrice:                           MARGUERITE ABOUET

Disegnatore:                      CLEMENT OUBRERIE

Titolo originale:                   AYA DE YOPOUGON

NON PUBBLICATO IN ITALIA.

I PESCATORI

                                                L’AMORE FRATERNO E LA SOFFERENZA

bty

Nella Nigeria di metà anni ’90, sullo sfondo dei colpi di stato e la partecipazione del paese ai mondiali di calcio, troviamo Ben e i suoi tre fratelli più grandi: Ikenna, Boja e Obembe, di cui egli si fida ciecamente e seguirebbe ovunque. I ragazzi, sempre in cerca di avventure, un giorno si spingono fino al fiume proibito, un luogo pericoloso in cui si avventurano vagabondi e loschi figuri in cerca di guai.

I forti legami famigliari iniziano ad incrinarsi quando il padre viene trasferito per lavoro, per lavoro. Nel momento in cui la cappa delle regole viene allentata, i bambini diventano sempre più audaci e liberi. La madre, occupata nella crescita dei figli più piccoli, non possiede né l’autorità né i mezzi educativi per farsi ascoltare e assiste impotente alla anarchia comportamentale della sua prole. Ikenna, il primogenito, sviluppa un cambiamento profondo che arriverà a coinvolgere tutta la famiglia.

Chi ha fratelli e/o sorelle che hanno avuto la funzione di mentori, sentirà sottopelle questo libro.

A parte questo, Madre disse tutto il resto in inglese e non igbo, la lingua con la quale i nostri genitori comunicavano con noi; mentre tra noi parlavamo yoruba, la lingua di Akue. L’inglese, pur essendo la lingua ufficiale della Nigeria, era una lingua formale con la quale ti si rivolgevano gli estranei e i non-parenti. Aveva il potere di scavare fossati fra te e i tuoi amici o parenti che decidevano di usarla al posto dell’igbo. 

Titolo originale:                     THE FISHERMEN

                                                                                 Autore:                CHIGOZIE OBIOMA

Pubblicazione in Italia:                                            2016

LE NIGERIANE

Quattro vite, quattro ragazze che lontane dalla loro casa, stanno esercitando il lavoro più antico del mondo.

                                                                   QUANDO ESSERE NIGERIANA È UN’ANTONOMASIA

bty
Le nigeriane – C. Unigwe.

Il titolo scelto per l’edizione italiana è sul filo del rasoio, perché sembra un rimando alla locuzione, molto radicata, andare a nigeriane.

La Unigwe mostra il mondo della prostituzione dall’interno, con la storia di quattro ragazze – Ama, Siti, Joyce ed Efe – partite dall’Africa occidentale per essere catapultate nel cuore dell’Europa, ad Anversa.

L’intricata rete dello sfruttamento della prostituzione è composta universalmente da compaesani malviventi, madame approfittartici e la connivenza delle autorità dei paesi di approdo. Il luogo di lavoro è il quartiere a luci rosse di Anversa, l’esistente Schipperskwartier, famoso per avere le vetrine dietro cui sostano le ragazze che vengono guardate o scelte per la prestazione sessuale.

La diversità delle protagoniste e loro ironia, malgrado tutto, rendono meno degradanti il loro operato con i clienti i quali rappresentano la fonte di guadagno che permette loro di accumulare più soldi il prima possibile, per liberarsi dal debiti contratti con i vari sgradevoli personaggi di questo mondo. In tutto ciò il dolore viene tenuto a bada in maniera differente dalle ragazze, che pur vivendo a stretto contatto l’una con l’altra, sanno poco o niente della vita delle altre; gli equilibri si alterano quando Sisi un giorno compie una scelta. Quest’ultima cambierà le sorti delle sue compagne di viaggio.

“Ah, dammi il passaporto. Da ora in poi, fin quando non avrai saldato il debito, lo conservo io”.

Titolo originale:               FATA MORGANA

Autrice:                              CHIKA UNIGWE

                                                                                      Pubblicazione in Italia:                         2007

UNA QUESTIONE DI POTERE

   LA FRAGILITA’ DIETRO IL GENIO

 

bty

Greve penso sia l’aggettivo più calzante per descrivere questo libro, in quanto arrivare  fino all’ultima pagine è stata una fatica immane, soprattutto nella seconda parte.

Elizabeth è una giovane sudafricana figlia di genitori di etnie diverse, cresciuta in pieno apartheid. Il livello di violenza è tale che le aggressioni contro la popolazione nera si estendono anche di notte, con prelievi forzati negli appartamenti da parte delle forze di polizia. Questo snervante modo di vivere porta la protagonista a spostarsi nel paese limitrofo, in Botswana, dove l’Integrazione e la vita da esule non le si addicono.

L’assestamento nella nuova nazione in quanto madre single con figlioletto, si rivela tutt’altro che semplice. Inoltre, inizia a soffrire di sdoppiamenti di pensiero. La preoccupazione per il quotidiano si alterna a incubi ad occhi aperti che coinvolgono i suoi ex amanti, Sello e Dan, che divengono i suoi personali aguzzini mentali. Per fortuna, non ci sono solo i sogni scabrosi. La vita di tutti i giorni è fatta anche di lavoro di volontariato, in un orto assieme ai cooperanti internazionali e gli abitanti del villaggio. Momenti che ancorano Elizabeth alla realtà, nonostante finisca ricoverata due volte in ospedale, per esaurimento nervoso. Testimone importante dell’esilio e dell’instabilità psicologia, Bessie Head è considerata la scrittrice botswana più influente del suo paese.

Quando ci rendiamo conto che tutto va a rotoli dentro di noi cerchiamo di riempire vuoti e lacune aggrappandoci alla certezza dellla routine quotidiana e facendo sforzi spaventosi per riguadagnare la salute mentale, il controllo di noi stessi.

 

——————————————————————————————————————————————————
Stifling is the word that comes to mind when describing this book. Finishing up this book was a true effort.

Elizabeth is a young mixed race woman living in South Africa during apartheid time where black people are overly exposed to violence, facing invasions and kidnapping by the police in the privacy of their homes. This exhausting way of living leads our protagonist to emigrate to the nearby country of Botswana. Nevertheless, integration barely suits her.

The adjustment in the new country as a single mother is not easy. In addition to all the difficulties that she’s facing already, Elizabeth will start having split thoughts between her regular life and waking nightmares about Sello and Dan, two past lovers who will soon become her mental tormentors. But there aren’t just the thorny dreams. Daily life revolves around voluntary work at a vegetable garden, alongside international volunteers and the inhabitants of the village. Even though she will be hospitalized twice for nervous breakdowns, work anchors Elizabeth to reality.

 

Titolo originale:          A QUESTION OF POWER

                                                                            Autrice:                               BESSIE HEAD

                                                                             Pubblicazione in Italia:                                  1994

UN GIORNO PER RICORDARE

NON SEMPRE UNA BUONA IDEA FA UN BUON LIBRO

bty

Due architetti, uno nigeriano e l’altra italiana, scrivono a quattro mani questo racconto ambientato in Africa.

Si narra di una legge che imponeva ad alcune popolazioni l’uccisione di uno dei gemelli dati alla luce. Si pensava che questo “particolare” duo fosse portatore di sventura, non solo per la famiglia, ma per tutta la comunità.

Chuka, un padre in vista facente parte della commissione del villaggio per l’eliminazione di uno dei gemelli, inizia ad avere dei rimorsi di coscienza quando la sua consorte rimane incinta proprio di una “famigerata” coppia.

Invidia da parte dei “nemici”, le tradizioni da non infrangere, la derisione delle persone che avversano chi propone soluzioni nuove e la costante volontà di imporsi sugli altri abitanti, sono tematiche apparse in altri libri presenti su Noisyink.

Uno egli elementi fallaci del libro, secondo me, è il missionario ed il suo operato; sarebbe curioso sapere chi, tra i due autori, ha redatto questa parte.

Il testo avrebbe bisogno di una buona revisione da un copywriter, perché vi sono svariati refusi e, a volte, il testo non è del tutto scorrevole da leggere. La scelta dei nomi dei personaggi veneziani mi ha lasciata un po’ interdetta, e la descrizione della vita del compound mi è parsa giudicante e lontana dallo spessore di altri testi come ad esempio, il “Crollo” di Achebe.

Si alzò e andò verso lo switch. Come tutte le cose che non appartenevano alla tradizione, lo si chiamava in inglese.

 

                                                  Titolo originale:                          UN GIORNO PER RICORDARE

                                                     Autori:                    OBI OWUNTA & CECILIA PAVAN

Pubblicazione in Italia:                                                                        2014

MIGRITUDE

L’OSPITE CHE PROVA IMBARAZZO PER GLI OSPITANTI

 

bty
Migritude.

Shailja Patel è passata a Venezia di recente allo spazio Micromega, per parlare del suo libro edito qualche anno fa. Il titolo Migritude è l’unione di due parole: migrante ed attitudine. Attitudine da intendere all’inglese, nel senso di grinta, orgoglio. Le origini della autrice sono indiane – come suggerisce il cognome Patel -, ma è nata in Kenya. Nel 1972 il famigerato dittatore Idi Amin cacciò gli asiatici dall’Uganda; i genitori della Patel per paura che questi nefasti editti sconfinassero anche in Kenya, fecero emigrare all’estero l’autrice, la sorella Naree ed il fratello Vinod. In Inghilterra si formò e, in seguito, si trasferì negli States.

La scrittrice Patel ha enunciato passaggi del suo libro in piedi, alla maniera delle poetry slam,  le famose performance oratorie di competizioni in versi.

L’edizione che ho tra le mani è divisa in due parti, con il testo originale a fronte. Un patchwork che descrive la sua vita di ragazza sagace che si rapporta ai vari contesti della vita, dalla formazione all’età adulta.

FullSizeRender
Una dedica dell’autrice.

Storia

<<A scuola ci insegnavano che l’indipendenza l’avevamo ottenuta in maniera “pacifica”, senza spargimenti di sangue. Nella guerra di indipendenza del Kenya vennero uccisi meno di 100 bianchi e quasi 300.00 africani>>.

Femminilità

<<Diceva mia madre: essere bella è il minimo che puoi fare, Shailja, per compensare il fatto di non essere nata maschio>>.

Cultura occidentale

<<Ci facciamo piccoli, senza mostrarlo, vergognandoci per voi quando vi servite per primi, non offrite da bere o da mangiare agli ospiti, mangiate prima di noi senza condividere e ci insultate senza rendervene conto>>.

 

FullSizeRender-1
S. Patel al Micromega a Venezia.

 

Vedete, spetta a noi proteggervi dal disagio che provate nel percepire le disuguaglianze. Di proteggere  il vostro senso di progressismo cosmopolita quando vi degnate di passare del tempo con noi. Senza però mettervi troppo alla prova.

Titolo originale:                      MIGRITUDE: AN EPIC JOURNEY IN FOUR MOVEMENTS

Autrice:                                                                                                  SHAILJA PATEL

Pubblicazione in Italia:                                                                                                                2008

 

C’È BISOGNO DI NUOVI NOMI

                                                                              LA GHOSTWRITER DELLE NOSTRE BIOGRAFIE

bty

NoViolet Bulawayo ambienta il suo romanzo nello Zimbabwe odierno per seguire le scorribande di un gruppo di ragazzini provenienti da una zona svantaggiata, che passano i loro pomeriggi a bighellonare per la porzione benestante della città limitrofa, denominata Budapest. Darling, la protagonista e la sua band sgangherata formata da Bastard, Chipo, Diolosà, Sbho, Stina – li ho trascritti correttamente, non mi sono sbagliata – sono dediti al furto delle agave nei cortili e a vandalizzare le facciate delle case. Tra tutti, Darling è la più avvantaggiata, perché ha una zia in America che spera di raggiungere presto.

Ed è proprio nella sospirata terra promessa che l’adolescente Darling riesce ad approdare, dopo aver solo conosciuto per tutta la sua vita le strade polverose della sua terra natia. La crudezza dei sentimenti degli emigrati, li avevo trovati analiticamente indagati in “Americanah” e in “Quella cosa attorno al collo” entrambi della Adichie; le tematiche del disorientamento, l’adattamento ai nuovi costumi, l’implacabile riflessione sul futuro, proprio e quello dei cari, attanaglia le persone che lavorano per rendere prospero un paese che non è il loro e dal quale, spesso, non viene riconosciuto il contributo.

Ci sono molti passaggi significativi nel libro, come: <<quando sono stati grandi abbastanza e noi abbiamo cominciato a parlare del nostro paese, i nostri figli non ci hanno pregato di raccontare le storie della terra che avevamo lasciato. Sono andati su Google a cercare. Quando hanno finito di cercare, ci hanno guardati con un’espressione a metà tra la pietà e l’orrore e hanno detto: Dio mio, venite davvero da lì?>>.

Fa sempre effetto vedere trascritti su carta dialoghi ed episodi similari a quelli avvenuti nella propria vita. Bulawayo accresce il mio entusiasmo per le scrittrici di discendenza africana, che si tramutano involontariamente in ghostwriters delle nostre biografie.

Lettura estremamente consigliata.

I nostri genitori vengono a trovarci in sogno. Non ci toccano, non ci parlano, ci guardano con occhi che non riusciamo a ricordare. Quando tentiamo di avvicinarci, ci ritroviamo davanti mari che non riusciamo ad attraversare.

 

Titolo originale:                                              WE NEED NEW NAMES

                              Autrice:                                            NO VIOLET BULAWAYO

Pubblicazione in Italia:                                                                                2014

KEN SARO-WIWA: storia di un ribelle romantico

IL COMBATTENTE

bty
Copertina graphic novel.

Una storia per immagini incentrata sull’arcinoto attivista nigeriano Ken Saro Wiwa, deceduto in prigione il 10 novembre 1995 dopo un periodo di immeritata detenzione. Wiwa apparteneva alla popolazione Ogoni – abitanti la regione del Delta del Niger-, e con coraggio denunciava lo scandalo degli enormi profitti che le multinazionali del petrolio – in particolare, l’olandese Shell – stavano sottraendo ai locali. Quest’ultimi come ringraziamento, ottenevano acque sporche e compensi monetari infinitesimali, se non praticamente, nulli. 

Le tavole ripercorrono i punti salienti della storia di questo grande uomo che decidendo di anteporre la giustizi e la divulgazione della verità al di sopra della propria sicurezza personale, è assurto a simbolo di ribelle non violento. Ha dimostrato come l’erudizione, la creatività e la coerenza siano alti insegnamenti che sopravvivono alla la propria morte, fino ad ispirare altre persone.

Spesso, persone poco informate, sostengono che l’Africa non abbia dei rivoluzionari.

Questa graphic novel è una chiara testimonianza del contrario.

A mio parere, da far circolare nelle scuole.

Cerchiamo solo di riprenderci la nostra terra. Perché è così difficile da capire?

 

   Titolo:                                                    STORIA DI UN RIBELLE ROMANTICO

                           Autrici:                                               R. B. FANCELLU – A. CERCIGNANO

Pubblicazione in Italia:                                                                                       2018

PANTERA NERA 3 – IL RE ORFANO

LA GRAPHIC NOVEL DI WAKANDA

bdr
Il re orfano.

Parto dalla recensione del terzo volume, per recensire questa fondamentale saga. 

La terza avventura della graphic novel di Black Panther vede Haramufal, che significa “re orfano”, uno dei tanti appellativi con cui viene chiamato T’Challa, il re di Wakanda, combattere contro i ribelli che non vogliono sottostare al suo regno. La nazione, ha subito degli attacchi esterni per la prima volta nella storia. La capitale, denominata “città dorata”, è assediata dagli alieni dell’Ordine Nero capitanati da Thanos, dal vampiro Morlun e dal potente stato di Atlantide. 

 

Una tenace avversaria è Zenzi, una veggente che ha il potere di controllare le menti, alleata con Tetu. Le Dora Milaje, l’ex guardia personale del sovrano guidate da Anneka e Ayo, gli Angeli di Mezzanotte, si sono erte a difesa dei più deboli. Gli Hatut Zeraze, i “cani da guerra”, sono miliziani indipendenti anche loro all’attacco. Infine, Shuri, la sorella di T’Challa, è ritornata dal regno dei morti, e…

To be continued.

 

Il re orfano
Il re orfano.

 

                                                                                                             Autore:   TA-NEHISI COATES

Pubblicazione in Italia:            2016

CERCANDO LINDIWE

        IL GRANDE LASCITO DI BESSIE HEAD

Cercando  Lindiwe
Cercando Lindiwe.

Del Sudafrica, tutti hanno in mente solo alcune parole chiave: Mandela, Apartheid, Afrikaans, Boeri e Waka Waka. Questi termini non sono assolutamente sufficienti per descrivere un paese dalla storia così complessa e sfaccettata. Nel Sudafrica del dopoguerra avvenivano ogni sorta di nefandezze uguali a quelle dell’America segregazionista di Jim Crow; la popolazione nera veniva tenuta separata nei luoghi pubblici, per mezzo dei cartelli che recitavano “Slegs blankes/whites only”, ovvero “solo bianchi”. C’erano i raid notturni della polizia che irrompeva nelle case dei dissidenti e di semplici cittadini neri per spostarli in altre zone, violenze carnali a danno delle donne e l’obbligo del malfamato pass, che i coloured dovevano possedere, per uscire dalle ribollenti  township – periferie -.

E poi ci fu Sharpeville.

Il 21 marzo 1960, nella township di Sharpeville, ci fu una carneficina in cui sessantanove sudafricani neri persero la vita e centottanta furono feriti, mentre stavano manifestando il loro dissenso contro le misure restrittive di movimento imposte nei loro confronti. Sullo sfondo di questi ed altri avvenimenti, il romanzo è incentrato sulla sofferenza che Lindiwe/Ruth prova durante l‘esilio. Lo strappo dalla patria, l’incomprensione ed i pregiudizi delle persone del paese ospite e l’incapacità di trasmissione delle propria cultura alla figlia. All’apparenza, sembra una donna schizofrenica, che si gonfia di nostalgia conducendo un’esistenza con la testa rivolta al passato, ma, in realtà, ella avrà talmente tanto coraggio che arriverà a prendere una decisione ottimale per la sua vita. 

Molti hanno dovuto scegliere la via dell’esilio, Bassie Head, Nat Nakasa, Can Themba, Ingrid Jonker, Todd Matshikiza, Lewis Nkosi, Peter Abrahams, Ezekiel Mphalele, Harry Bloom, Nadine Gordimer, Dapne Rook.. gli incarcerati Mongane Wally Serote […].

 

Autrice:                                     VALENTINA ACAVA MMAKA

Pubblicazione in Italia:                                                              2007