TITOLO ORIGINALE_                                               A QUESTION OF POWER

AUTRICE_                                                                                         BESSIE HEAD

ANNO DI PUBBLICAZIONE IN ITALIA_                                                    1994

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Greve è la parola che mi viene alla mente per descrivere questo libro. Arrivare in fondo è stata una fatica immane, soprattutto nella seconda parte.

Elizabeth giovane meticcia cresciuta nella Sudafrica in pieno apartheid, dove un concentrato di violenza dilaga ai danni dei neri che vengono aggrediti con incursioni notturne negli appartamenti ed i prelievi forzati da parte delle forze di polizia. Questo snervante modo di vivere porta la protagonista a spostarsi nel paese limitrofo, in Botswana. Ma l’integrazione e la vita da esule, non le si addicono.

L’assestamento nel nuovo paese in quanto madre single con un figlioletto, si rivela tutt’altro che semplice. Inoltre, qui subentrano gli sdoppiamenti di pensiero, tra quelli di ordinaria vita quotidiana, che si alternano ad incubi a occhi aperti che coinvolgono due suoi ex amanti Sello e Dan, che divengono i suoi personali aguzzini mentali.  Ma non ci sono solo i sogni scabrosi. La vita di tutti i giorni è fatta anche di lavoro di volontariato in un orto, assieme ai cooperanti internazionali e gli abitanti del villaggio. Momenti che  ancorano Elizabeth alla realtà, nonostante finisca ricoverata due volte in ospedale per esaurimento nervoso. Testimone importante dell’esilio e dell’instabilità psicologica affrontata

Quando ci rendiamo conto che tutto va a rotoli dentro di noi cerchiamo di riempire vuoti e lacune aggrappandoci alla certezza dellla routine quotidiana e facendo sforzi spaventosi per riguadagnare la salute mentale, il controllo di noi stessi.

 

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Stifling is the word that comes to mind when describing this book. Finishing up this book was a true effort.

Elizabeth is a young mixed race woman living in South Africa during apartheid time where black people are overly exposed to violence, facing invasions and kidnapping by the police in the privacy of their homes. This exhausting way of living leads our protagonist to emigrate to the nearby country of Botswana. Nevertheless, integration barely suits her.

The adjustment in the new country as a single mother is not easy. In addition to all the difficulties that she’s facing already, Elizabeth will start having split thoughts between her regular life and waking nightmares about Sello and Dan, two past lovers who will soon become her mental tormentors. But there aren’t just the thorny dreams. Daily life revolves around voluntary work at a vegetable garden, alongside international volunteers and the inhabitants of the village. Even though she will be hospitalized twice for nervous breakdowns, work anchors Elizabeth to reality.

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