MIEI SCRITTI

QUICK SIP

1.

Notte.

Il display dell’orologio delle Powerpuff, che porto appeso al polso con fierezza pari all’orgoglio che Cercei Lannister prova per il leone della sua casata, segna le due e cinquantaquattro.

Le luci al neon del Raven, il club in cui mi trovo, proiettano ombre scure sulla tappezzeria ricoperta di vecchie foto anni ’50 con ballerini di rock’n’roll acrobatico frammiste a più recenti decalcomanie floreali.Io sono appoggiata contro il muro, mentre osservo il tavolo da biliardo attorno il quale è radunata una folla di giovani concentrati nel gioco.

Mentre i giocatori ridono, le palle fanno stock stockquando si toccano.
Arriva un momento di pausa e Lui, mentre ingessa la punta della stecca, mi lancia uno sguardo carico di promesse.

Io non sono una flirtatrice capace, (il che è dimostrato dal mio Casio anti-sesso) e siccome non so mai dove guardare quando ricevo questo tipo di avance non verbali, adotto il metodo da me inventato, denominato quick sip: ovvero la sorsata rapida anti-imbarazzo.

In realtà non ho inventato nulla, ho solo dato una parvenza di neologismo ad un modo di fare vecchio come l’alcool.
Ovviamente lo svantaggio di tutto ciò è la vescica che inevitabilmente, ogni due per tre, reclama lo svuotamento.

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