MIEI SCRITTI

QUICK SIP II

Con questa esigenza fisiologica impellente, mi stacco dal muro, mi avvicino a Lui comunicandogli dove ho intenzione di recarmi ed infine mi dirigo verso le latrine, che ovviamente hanno un codazzo di gente davanti la porta.

Ben presto inizio a spostare il peso da un piede all’altro e tutti  quelli che mi osservano, ovviamente sanno che sto cercando di evitare di farmela sulle scarpe e qualcuno particolarmente simpatico mi  offre una sua personale onomatopea dell’urina che scorre “pssscchhh”.

E’ troppo. I can’ t handle this.

Decido di andare a casa a farla, tanto abito in fondo alla via; lui non si accorgerà di nulla.

Mi avvio all’uscita, supero giovani stravaccati sul marciapiede ed il mio passo  dapprima sicuro inizia ad essere esitante finché uno svarione mi  costringe ad appoggiarmi ad un muro.

Realizzo che non riuscirò mai ad arrivare a casa in tempo, perché da lì a poco, non sarò più padrona della mia “gigi”.

Mi guardo intorno rapidamente (ma non troppo, perché potrei svenire) e noto che sono nella stradina male illuminata davanti al fornaio.

Ormai quasi in preda alla tarantella, mi accuccio.

Ma i miei  jeans con la cerniera difettosa, ci mettono circa due secondi in più del dovuto ad aprirsi e sento che un primo fiotto caldo mi sta bagnando le mutande.

I miei gesti si fanno più concitati e finalmente, riesco ad averla vinta con la zip e l’urina erompe fuori a tutta potenza.

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