PAP KHOUMA

  

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Io, venditore di elefanti” è un condensato di eventi autobiografici, raccontati in prima persona dallo scrittore italiano Pap Khouma, di origini senegalesi.

Khouma possiede una personalità serafica e quest’ultima influenza anche la sua scrittura. Il libro fa risalire i fatti al 1979, quando l’autore decise di intraprendere la sua carriera di venditore ambulante prima ad Abidjan in Costa d’Avorio ed in seguito sulle spiagge di Riccione. Ed è proprio sui bagnasciuga riccionesi che inanellerà un’avventura dietro l’altra tra viaggi, fughe ed infine, impegno sociale.

Non mancheranno cupi smottamenti emotivi, sovente rinfrancati dalla sua forza d’animo e dalla rete di amicizie ivoriane ed italiane che daranno un bel lieto fine alla sua storia. L’autore oggi è direttore di “El Ghibli“, una rivista  di cultura ed immigrazione.

 

“Ormai l’ho capito: l’estate finirà e la gente se ne andrà. Non ci sarà più chi acquisterà le mie chincaglierie. Mi metto a lavorare molto più di prima e a risparmiare. Anch’io ogni sera conto il mucchietto che mi sembra misero misero e non consente progetti.”

 

Pubblicazione in Italia:                            2000

ENGLISH  

“ I was an Elephant Salesman” is an autobiographic book, written by Pap Khoume, an italian Ivory coast-born author.
Khouma has a seraphic personality and his books are highly affected by it. All the events began in 1979, when Khouma had decided to start his own peddler career in Abidjan. After failing there , he decided to move to Italy, selling various items in Riccione, on the Adriatic coast. Right here on the sunny Italian beaches he will start his adventures, eluding the police and, lastly, social commitment.

Although various ups and downs, he consistantly had some ivorian and italian friends on his side to cheer him up.
Today Khouma is director-in-chiefs of “ El Ghibli”, a cultural and immigration related magazine.

One day I finally got it: summer is going to end and people will go away. There won’t be anybody who purchase my stuff. I’ve been working harder than before now and I’ve saved

up. Every night I count my money that looks so miserable and is not enough for some projects.

“We are illegal, we can’t do anything. We left whatever freedom we had at home. Might as well face it or you’ll just end up back in Senegal”.

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